Investire e guadagnare nel legno, il business che strizza l’occhio alla green economy: LA PAULOWNIA

Dalla Dott. Esmeralda Trogu, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Oristano, nuove idee di business nel mondo.

Si narra fosse l’albero preferito da Alessandro Manzoni, all’ombra del quale scrisse la sua grande opera “I promessi sposi”. Ispirò ancheGabrielle D’Annunzio per l’intenso profumo nel giardino della sua abitazione di Pescara.

Paulownia, è un albero conosciuto anche sotto il nome di “Albero della Principessa” o “Albero dell’uccello Phoenix”, albero di essenza dura con la più veloce crescita del mondo. La Paulownia compare in Europa agli inizi del 1800, importato dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Prese il nome attuale dalla nobildonna russa Anna Pavlovna, figlia dello Zar Paolo I.

Le missions di questo business sono molteplici:

Salvaguardare l’ambiente, incentrando l’attenzione sulla deforestazione, contrastare il dissesto idrogeologico e contribuire alla diminuzione dei livelli di CO2. In tal modo, il secondo obiettivo diventa quello di creare mini filiere corte che contribuiscono, alla realizzazione a rapido accrescimento di boschi che producono in breve tempo legno pregiato e approvvigionamento della materia prima per le biomasse. Filiera dunque del legno, energia, biomasse.

Innanzitutto nella coltivazione, come reddito di coltura alternativa nella agro-energia, l’imprenditore agricolo può ottenere un congruo reddito derivante dal taglio della stessa. E poi come produzione di energia alternativa da biomassa, come produzione di semilavorati o lavorati di legno pregiato. Senza contare le ricadute positive in termini di occupazione e agricoltura sociale, tutto in perfetta linea con i parametri della green economy. Il suo impatto sull’ambiente è positivo rispetto alla deforestazione e all’assorbimento della CO2: ogni albero cattura 22 kg di CO2 e ne rimette in ossigeno 6 kg ad albero all’anno. Un’altra caratteristica della Paulownia è il suo apparato fittonante verticale, in grado quindi di frenare – in modo assolutamente naturale – i rischi legati al fenomeno del dissesto idrogeologico, vera emergenza in numerose zone d’Italia. Insomma, come dire: la natura pone un problema, la natura offre la soluzione…

Ecco alcune informazioni utili per coltivare senza rischi (e guadagnare) con questa pianta:

Nell’Italia Nord Orientale (Veneto e Friuli Venezia Giulia) la paulownia tormentosa è coltivata nei parchi da oltre 100 anni e da circa 20 si è iniziato a realizzare delle piantagioni commerciali. Nel resto d’Italia la coltivazione va sempre testata prima con prove (50 o 100 piante, in zone molto vocate). Tra le regioni più operative, vi sono la Calabria, Puglia, Abruzzo, Campania, Basilicata, Toscana, Piemonte, Sicilia e Sardegna.

Le paulownie sono piante esigenti e poco adattabili. Hanno bisogno di molta acqua nel periodo vegetativo ma detestano terreni asfittici e poco drenati (esempio argillosi); i terreni devono essere sempre ben dotati di sostanze nutritive. Possono essere coltivate soprattutto nelle pianure dell’Italia settentrionale; nel Centro-Sud, solo con un’ottima disponibilità d’acqua o sistemi di micro-irrigazione.

Si prestano sia a coltivazioni in purezza che in consociazione con altre colture erbacee: per produrre legno da lavoro, si deve disporre di almeno 40 mq a pianta. Possono essere destinate anche alla coltivazione per la produzione di legno cippato, ma valutate la comparazione con specie più vocate, quali i pioppi ibridi. La tecnica di coltivazione non è banale; chi non ha esperienza si appoggi ad un tecnico agronomo o forestale o a un’agenzia regionale di ricerca agraria. Le piantagioni in Italia possono essere fatte con la paulownia tomentosa o,nel Centro-Sud, anche con paulowniafortunei e paulownia elongata.

Reperite giovani piante per esperimenti su piccola scala dai commercianti di piante forestali o da società specializzate italiane o straniere.

Il legno, rinomato nei Paesi asiatici, è quasi sconosciuto in Italia.

In futuro è importante che i produttori italiani si aggreghino per invogliare il mercato ad approvvigionarsi di legno italiano.

Esempio di Investimento su 1 ettaro:

TROGU

Come fare se non si hanno i terreni su cui iniziare a coltivare:

Decreto Terrevive: in vendita o in locazione oltre 5mila ettari di terreni pubblici con prelazione a conduttori e under 40, aste e procedure negoziate.

Nuova opportunità per chi svolge professioni legate all’Agricoltura e all’Agroalimentare, soprattutto se ha meno di 40 anni: in vendita o in locazione ci sono 5.550 ettari di terreni pubblici, nell’ambito del decreto “Terrevive“. Si tratta di un provvedimento firmato dal ministro Maurizio Martina in applicazione del dl 1/2012, convertito con la legge 27/2012. I terreni appartengono a Demanio, Corpo Forestale e CRA (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura): almeno il 20% dovrà essere dato in affittomentre la parte restante verrà messa in vendita. Obiettivi del provvedimento, dare nuovo impulso all’imprenditoria agricola, settore chiave del Made in Italy.

L’operazione partirà concretamente da settembre: i lotti di valore superiore ai 100mila euro saranno assegnati attraverso un’asta pubblica, mentre al di sotto di questa cifra si ricorrerà a procedure negoziate, pubblicando l’elenco dei terreni sul sito dell’Agenda del Demanio (ci saranno anche annunci sulla stampa) e aggiudicandoli all’offerta migliore.

E’ previsto una diritto di prelazione per le persone sotto i 40 anni e per gli eventuali conduttori dei terreni. La norma stabilisce che i terreni venduti o affittati nell’ambito del decreto Terrevive non possano cambiare destinazione d’uso per almeno 20 anni. In pratica, viene assicurata la destinazione agricola anche nel caso in cui cambino i piani urbanistici.

«È la prima volta in assoluto che terreni pubblici statali vengono coinvolti in un progetto di questa portata per incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile in campo agricolo», dichiara il ministro Martina, sottolineando come il decreto si inserisca in un più vasto piano «che questo Governo sta portando avanti nell’Agroalimentare e si coordina con le azioni di “Campolibero“, approvato la scorsa settimana al Senato, come i mutui a tasso zero per i giovani e soprattutto la detrazione del 19% per affitto di terreni da parte degli under 35».

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